Yoani Sanchez: la tv è il riflesso del web

La tv non è più lo specchio della società. Vive, sempre di più, dei riflessi dei media tangenti. Singolare, a tal proposito, è il trattamento che il piccolo schermo ha riservato a Yoani Sanchez. La giornalista e dissidente del regime castrista è stata arrestata il 4 Ottobre a Bayamo, non molto distante dall’Avana, dove si era recata col marito per assistere al discusso processo Carromero.
La notizia, complice l’episodio delle contestazioni studentesche del 5 Ottobre, scivola in fondo ai tg nostrani: una schematica ricostruzione dei fatti e un’intervista di repertorio alla giornalista è la messa in scena adottata dal Tg1 delle 20; il racconto del personaggio Sanchez e della mobilitazione sul web per la sua liberazione, mobilitazione che passa anche dai tweet di Roberto Saviano, è la scelta del TgLa7. Il Tg3 lascia invece che siano le parole della giornalista stessa, definita blogger ma anche filologa, ad aprire e chiudere il servizio a lei dedicato, servizio che ricostruisce più dettagliatamente la sua carriera di fama internazionale. Poco spazio anche nei talk di approfondimento: sotto silenzio a Otto e mezzo e Linea Notte, la notizia è citata senza commenti all’interno del Cristina Parodi Live del venerdì. Con le all news il registro cambia, seppur di poco: se Rai News 24 si sofferma sulle accuse mosse dal regime alla giornalista, in primis quella di essere filoamericana, Skytg24 aggiunge un altro tassello mostrando il suo celebre blog, Generación Y, dove la y sta per Yoani ma anche per Young.
La vicenda di Yoani Sanchez, figura sempre più rilevante del dibattito socio-politico internazionale, ha rappresentato per la televisione italiana un’occasione mancata e ha sottolineanto l’incapacità di compiere il salto necessario dalla cronaca all’analisi critica: per quella, ancora una volta, lo spettatore è costretto a ricorrere al web.



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