Ritorno al presente, passando per il passato

Il passato è definitivamente uscito dalle teche e nutre i palinsesti televisivi con immagini, video, spunti su cui riflettere.
Dopo il successo del varietà Dadada, quest’estate ha registrato ottimi ascolti anche il suo successore Techetecheté: gli italiani, a cui ogni sera veniva proposta una carrellata di spezzoni televisivi raggruppati per tematiche, hanno scoperto sulla generalista l´amore per il ricordo, per i personaggi che hanno popolato la loro infanzia e la loro crescita. Diverso è l’approccio di Rai Storia con i due almanacchi storici: Italia in 4D parte dai filmati delle Teche Rai relative a quattro decenni (dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta) e mette a confronto due generazioni, rappresentate da Maurizio Costanzo e dal piccolo “nativo digitale” Matteo. Res Gestae invece offre un racconto verticale di fatti accaduti in una data ben precisa, alternando la Storia alla cronaca e al costume.
Il passato diventa una possibile chiave di lettura per riflettere sul presente nel programma di La 7, G’Day: Geppi Cucciari fa leva sulla memoria storica dei suoi ospiti e li invita a tracciare un profilo della loro giornata perfetta, scegliendo tra episodi accaduti anni fa e altri che appartengono all’attualità.
Anche Fabio Volo recupera un pezzo di storia della società italiana all’interno del suo Volo in diretta: ripercorrendo le tematiche e i luoghi che hanno costellato il reportage pasoliniano Comizi d´amore, emerge un ritratto non troppo differente dell’italiano medio, sempre in bilico tra moralismo e spregiudicatezza. Complice l’avanzamento tecnologico, la stragrande maggioranza della storia televisiva italiana è stata digitalizzata e dunque salvaguardata, ma non chiusa in cassaforte: lo spettatore vede e si rivede, ricorda e riflette, in un gioco di specchi che fa, della televisione, un grande album della nostra famiglia.



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